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21/09/17 ore

PD, un fallimento e la sua storia



di Angiolo Bandinelli

 

“Anziché deprecare il populismo cercando di delegittimare i nostri competitori politici, dovremmo cercare di metterci in sintonia con il popolo”. Lo ha detto recentemente Massimo D’Alema. A fare una attenta esegesi filologica dell’espressione ne verrebbero fuori delle belle.

 

Dovessi dare un nome simbolicamente rappresentativo di cosa è e cosa esprime, oltrechè di cosa è stato, al meglio come al peggio, il Partito Democratico, direi Massimo D’Alema. Non sarebbe una sorpresa, del resto. Anche se “rottamato” da Renzi, costretto ai margini, o a deboli accordi con un improbabile Bersani, comunque incalzato da più giovani generazioni, probabilmente sconfitto (al momento in cui scrivo queste note così appare) nelle primarie di partito, tuttavia D’Alema incombe, temuto anche quando snobbato. Si è attribuita la vittoria del “no” referendario che ha affondato Renzi ma ha anche silurato una importate iniziativa riformista, necessaria al paese. Credo abbia ragione chi rivendica (anche) a lui l’espressione “tra la verità e il partito io scelgo il partito...".

 

E’ cosa credibile, perché in lui la storia del PD ancora si fonde con quella del PCI, e può persino evocare quel Palmiro Togliatti che sembra lontano ida noi, collocato in un tempo che la più tenace memoria stenta a far rivivere. D’Alema è perfetto interprete di un modo di concepire la politica, e il potere , come proprietà personale o quasi, intendendo con ciò che per un D’Alema, come per Togliatti, il partito si identifica con se stessi: in modo carismatico e “soft” per Togliaitti, arrogante e brutale per D’Alema.

 

Renzi diceva di voler e dover rottamare una classe dirigente che si impersonava in Bersani, ma forse perché temeva di prendere direttamente petto D’Alema. La figura di Bersani si è infatti impalllidita, dietro a ognuna delle manovre che insidiano Renzi si insinua il nome di D’Alema. L‘ultima mina che (forse) potrà impedire la rentrée di Renzi sarà stata fabbricata in una sede dalemiana. Così, più o meno, la trasformazione del PD in un moderno partito “socialista” sarà ancora una volta un fallimento. C’è chi ci provò mezzo secolo fa. Nel marzo del 1959 Marco Pannella pubblicò sul quotidiano romano “Paese Sera” un articolo in cui sostenne...

 

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Commenti   

 
0 #3 ilSocialista 2017-07-14 13:47
ad ogni modo fare la sinistra senza popolo mi sembra leggermente dura; oggigiorno tutti i nessi logici sono saltati in politica e si affermano le cose più assurde con totale noncuranza; vi è un evidente debrado culturale ma anche puramente intellettivo-ra zionale; però allora possiamo aprire pure un cinema per ciechi o un auditorium per sordi; possiamo fare un movimento monarchico senza casa reale o scaldare la sede dei Verdi con una stufa a carbone; sbizzarriamoci perchè la logica è veramente una palla al piede, meglio la vera fantasia al potere
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0 #2 ilSocialista 2017-07-13 19:35
inutile dare al PD meriti o demeriti che non gli appartengono; è solo parto della degenerazione generale tipica dei tempi; è diventato un puro organo di galleggiamento dellla piccola borghesia a reddito fisso e dei pensionati; ovviamente non ha e non può avere nessun respiro riformatore e vive di presente perchè lo fanno tutti quelli che lo votano, atterriti come sono dal cupo futuro che è in agguato; intanto la Francia pare abbia schierato la Legione Straniera oltre il confine per rispedire in dietro a calci nel culo i migranti, minori compresi, considerando la perdita evetuale della pelle un puro effetto collaterale; quando ci saranno le prime bocche da fuoco a sparare, sarà una liberazione per tutti dire addio all'Europa, ormai pura faida; dopo la distruzione ci sarà senza dubbio un mondo meno folle.
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0 #1 ilSocialista 2017-07-13 19:26
ma D'Alema e Bersani mi risulta siano usciti dal PD, quindi dove è il problema? Comunque D'Alema sarà pure il diavolo e considera il partito suo, ma allora cosa è Berlusconi; il partito è E' SUO nel senso letterale del codice civile ovvero dipendenza delle sue aziende; ed il movimento 5 stelle cosa è se non proprietà di Grillo e Casaleggio; i partiti-proprie tà nel senso una-azione-un-v oto sono frutto di un lungo processo di degenerazione iniziato ai primi anni '90. In Germania questi partiti chiuderebbero domani dichiarati fuori legge dal giudice ma qui non sussiste alcuna regolamentazion e ed ogni forma di orrore è totalmente legale; tutto sommato il PD è l'orrore minore, pur con le sue primarie strampalate.
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