Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

17/10/19 ore

Egitto, democrazia presa a Morsi


  • Livio Rotondo

A poco meno di due settimane dalla svolta reazionaria del Presidente Mohamed Morsi, resta altissima la tensione in Egitto: i manifestanti continuano a scendere in piazza, sfidando la guerriglia urbana, per chiedere un governo più democratico. Lo scorso 22 novembre, infatti, dopo l'emanazione di un nuovo decreto costituzionale con cui Morsi si è di fatto attribuito poteri illimitati, l'Assemblea costituente ha approvato la sharia, la legge coranica, come base del diritto egiziano.

 

Relegata la Magistratura ad un ruolo puramente formale, totalmente priva di indipendenza, il primo Presidente eletto dai cittadini (per incarnare gli ideali della "primavera araba") si è trasformato, per dirla con le parole del leader dell'opposizione, Mohamed el Baradei, nel nuovo "Faraone d'Egitto".

 

Il 15 dicembre è previsto il referendum per approvare definitivamente la nuova Costituzione ma, nonostante gli apparenti tentativi di dialogo, il braccio di ferro tra manifestanti e Fratelli Musulmani non accenna ad interrompersi: durante i tafferugli del 5 dicembre, 7 persone sono rimaste uccise e in centinaia sono state ferite.

 

Le violenze di questi ultimi giorni e la rigida determinazione di Morsi a non cedere di un passo sulla propria volontà di governare un Paese sull'orlo di una guerra civile, hanno portato sette consiglieri del Presidente a rassegnare le dimissioni. Il 6 dicembre i manifestanti hanno sfidato l'ordine di sgombero della guardia presidenziale e sono rimasti in piazza scandendo slogan come: "Dite agli altri 'non abbiate paura, Morsi se ne deve andare' ", "libertà libertà", "abbasso i Fratelli musulmani".

 

Dopo l'attacco di ieri sera al quartier generale dei Fratelli Musulmani al Cairo, l'Egitto post-primavera araba oggi resta in attesa delle nuove manifestazioni dell'opposizione in quella che è stata definita la giornata del 'cartellino rosso' per il presidente Morsi: 17 cortei hanno deciso di convergere verso il palazzo presidenziale per protestare contro la politica attuata dal 'faraone' e per proporgli una sorta di 'ultimatum finale'.

 

"Il Fronte rinnova il suo appello agli egiziani a riunirsi oggi nelle piazze d’Egitto" si legge in un comunicato diramato dall'opposizione. Un appello diffuso anche dai giovani del 'Movimento del 6 aprile', lo stesso che ha contribuito in maniera determinante a lanciare la rivolta contro l’ex presidente Hosni Mubarak. L’invito è quello di far muovere i cortei di protesta "da tutte le moschee di Guizeh e del Cairo verso il palazzo di Ittihadiya, e da tutte le moschee d’Egitto verso le piazze della rivoluzione".

 

Intanto Barack Obama ha telefonato al presidente egiziano Mohamed Morsi per esprimergli la sua "profonda preoccupazione" per il numero di feriti e di morti che si sta registrando in queste giornate di protesta: "Tutti i leader politici egiziani devono esprimere chiaramente ai loro sostenitori che la violenza è inaccettabile" ha dichiarato il presidente americano, rivolgendo poi lo stesso appello anche agli esponenti dell'opposizione ed esortando entrambe le parti ad avviare un dialogo "senza precondizioni".

 

Soluzione che gli oppositori di Morsi sono disposti ad accettare solamente se verranno annullati i decreti con i quali il presidente egiziano ha accentrato tutti i poteri nelle sue mani.

 

 


 

 

 

 


 

 


Commenti   

 
0 #2 Nordlys 2012-12-10 14:42
Il nazista FranKo potrebbe smetterla di parlare di cose che non c'entrano (e poi sempre a dar la colpa agli ebrei di tutti i mali del mondo) e toh, il duce. Non mi ero sbagliata di molto.

L'Egitto non è l'Italia e l'Italia non è l'Egitto, non sono neppure lontanamente paragonabili, ed ora noi stiamo parlando di Egitto e del fatto che anche gli egiziani si stanno rompendo le palle della Shariah. Io auguro stavolta un vero risorgimento verso il mondo odierno nei paesi arabi, che si estenda a macchia d'olio dall'egitto all'arabia saudita. Anche se è ancora troppo presto per sperare.
Citazione
 
 
0 #1 franco 2012-12-09 19:16
9 12 2012 - ANNO II ERA MAESSON BOLSCEVICA

... E IN ITAgLIA LA DEMOKRAZIA RIDOTTA A RIGOR MONTIS!-
DA QUESTO GOVERNO DI SCHERANI DELLE PIOVRE MAFIO SIONISTE MASSONICHE E DEL GOLPISTA BOIARDO VETERO STALINISTA DELLA KASTA PARTITOKRATIKA A DELINQUERE!
ORA CHE IL PAESE è STATO DEGENERATO IN QUESTO DISPOTICO REGIME DI POLIZIA FISCALE MASSON BOLSCEVICA E TRASFERITO A DETTE PIOVRE L'INGENTE BOTTINO FISCALE ESTORTO AI SUDDITI E RIDOTTO IL PAESE NEL + GRANDE SFACELO, ORA QUESTI SCHERANI, COME TOPASTRI ABBANDONANO LA NAVE ORMAI DEPREDATA CHE STA AFFONDANDO!
MENTRE I PARTITI CANAGLIA, COMPLICI PICCIOTTI DI DETTI PREDONI SI PREPARANO A GESTIRE LE SPOGLIA NEL MODO MAFIOSO CHE LI DISTINGUE!
CI RIMANE SOLO SPERARE CHE CI SIANO SEMPRE MENO ITALIDIOTI A LEGITTIMARTE QUESTI LESTOFANTI BURATTINI CON IL LORO VOTO!
A TANTO IMMONDO PATTUME ISTITUZIONAL-PARTITOKRATIKO:
DUCE RISORGI! CHE TI PERDONIAMO!
Citazione
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna