Almeno Renzi s’è fatto un selfie con le ragazze della pallavolo. Il siparietto da buontempone rischia però di essere l’unica cosa per cui è valsa la pena andare a Milano. Perché il piano del Premier di portare il cosiddetto scalpo del Jobs Act al vertice europeo su lavoro e occupazione non è riuscito.
Bagarre in aula e imprevisti a 5 Stelle hanno infatti ritardato il voto di fiducia al Senato sulla riforma da spiattellare sul grugno di Angela Merkel.
Riforma per modo dire: una legge delega è fatta di principi e linee guida generici su cui il governo dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) intervenire in pratica entro sei mesi dalla sua approvazione.
Approvazione per modo di dire: visto che si tratta di una prima lettura, in attesa che il tutto passi al vaglio della Camera dei deputati.
Al vaglio per modo dire: se è vero che di concreto o di effettivo il testo discusso a Palazzo Madama non ha niente. Per giunta è sparito nottetempo anche il riferimento esplicito all’articolo 18, casus belli di queste settimane.
La circostanza ha fatto pensare sulle prime a un passo indietro definitivo del Governo. Macché! In mattinata è giunta immediata la smentita: la fiducia al Senato è sull’articolo 18, anche se innominato. Possibile? A detta di alcuni, anche giuristi, sarebbe un arbitrio che viola la Costituzione toccare un aspetto non citato espressamente nella delega, ma solo evocato tra le righe per consentire la libera interpretazione di ciascuno.
Ed è in base a questa libera interpretazione di un testo bizantino che si svolgerà la battaglia prossima ventura sull’innominabile articolo, ma anche su tutto il resto della riforma.
Tempi lunghi, dunque, e dettagli incerti e tutti da definire nella sostanza. Eppure Renzi - salutando l’Italia femminile del volley e seguendo la logica comunicativa del cambiare nulla per raccontare che tutto cambia - ha detto che "stiamo portando a casa tutti i risultati". Forse si riferiva ai sondaggi su di sé.
L’editoriale del numero 88 di Quaderni Radicali “Oltre l’Onu di vetro” del dicembre 2004 così partiva: “È necessaria una organizzazione internazionale nella Comunità degli Stati? Insomma è necessario l’Onu? Questo è il punto politico …La risposta non può che essere che le Nazioni Unite sono più che mai necessarie in questo tempo storico-politico, in questi equilibri/squilibri internazionali…”. Ma l’Onu, così come è oggi, si presenta paralizzato e paralizzante, con limiti strutturali e organizzativi, pieno di anacronismi e ambiguità, che annullano il fondamentale ruolo di indirizzo e di governo del mondo… Leggere la vicenda della signora Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi, sottraendosi ad un rilettura sulla lunga parabola di crisi e di contraddizioni delle Nazioni Unite, sulle logore strumentalizzazioni di coloro che più che istruire e relazionare in modo corretto sulle questioni, dimenticando che la legalità e la verità (per quanto accompagnata da drammatiche e indiscusse realtà umane sottoposte a sofferenze) non può risiedere in un confuso e vago pastrocchio di regimi autoritari e assassini o in gruppi terroristici che formano tutti insieme anche il nucleo centrale di commissioni Onu parossisticamente delegate ai diritti umani… In questo numero del Podcast di Agenzia Radicale, Antonio Marulo chiede al direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa di dare una sua interpretazione sul perché il caso della signora Francesca Albanese è perfetto per queste NazioniUnite e per la crisi strutturale del pur necessario Palazzo di vetro…
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A cosa serve il sindacato se la CGIL scende in piazza per Maduro e Landini ne spara una delle sue. L’Iran libero dal regime islamico non affascina i "paladini" dei diritti e delle libertà. Il fronte del No alla separazione delle carriere dei magistrati è già in campagna elettorale. Fa discutere la propaganda dell’ANM. Di tutto questo, nel podcast di Agenzia Radicale, Antonello Marulo discute con il direttore Giuseppe Rippa…
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |
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