A Hide park, l’estate scorsa. 44 anni dopo quel volo di farfalle liberate sul palco all’inizio del concerto, che avrebbero dovuto sublimare la scomparsa di Brian Jones, avvenuta appena due giorni prima. Sullo stesso prato, diventato oggi l’immensa “O 2 Arena” di Londra, la più famosa e longeva Rock’n Roll band del mondo ha replicato il concerto inaugurale di quella che fu la loro Golden Age (1969-1974). di Vincenzo Basile
Dal Guatemala al Messico agli Stati Uniti. Dice il regista del film qui considerato: "Ho voluto mettere in discussione le barriere sociali, nazionali e razziali. Siamo tutti uguali, abbiamo tutti le stesse esigenze, lo stesso sogno di una vita migliore. La migrazione è un fenomeno naturale, mentre i confini sono artificiali, sono stati creati dagli stessi esseri umani in tempi relativamente recenti". di Giovanni A. Cecconi
“Popolare e gioioso, un festival in cui la risata non impedisce la riflessione” è stato lo slogan di questa trentunesima edizione del “Torino Film Festival”. Club Sándwich, di Fernando Eimbcke, storia di una madre e del suo amore per il figlio, vince il TFF numero 31. di Vincenzo Basile
- Torino Film festival. Mafia italiana e rivoluzioni arabe di V.B.
Strega ma non affascina la prima fatica di Pif da regista, La mafia uccide solo d’estate che, spenti gli applausi della prima torinese, incassa in pectore il premio del pubblico ma potrebbe anche riscuotere la vittoria assoluta, dati i toni entusiastici unanimemente decretati nelle molte pagine dedicategli e sul web. di Vincenzo Basile
Il rugby, scriveva il buon Wilde, è “il modo migliore per tenere trenta energumeni lontani dal centro della città”. O uno solo lontano dai guai, si potrebbe aggiungere dopo aver visto 'Il Terzo Tempo', primo lungometraggio di Enrico Maria Artale presentato a Venezia nella sezione Orizzonti e in questi giorni nelle sale italiane. di Florence Ursino
Dopo il successo del film “Quasi Amici” i produttori e l’attore protagonista sono di nuovo insieme nell’opera prima del regista Christophe Offenstein, “In Solitario”. Questa volta François Cluzet interpreta il ruolo di uno skipper, Yann Kermadec, un grintoso vedovo sessantenne che lascia a casa la figlia Léa e la compagna Marie per realizzare il suo sogno di partecipare al Vendée Globe, sostituendo l' amico Franck Drevil (G. Canet), bloccato da un infortunio. di Giovanna D'Arbitrio