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06/06/20 ore

CINEMA

L'insostenibile inconcludenza dell'essere: Il regno d'inverno

Parabola di un unico carattere, attorno al quale però ne ruotano altri altrettanto interessanti, è il film di Nuri Bilge Ceylan Il regno d'inverno, Palma d'Oro a Cannes 2014 e uscito nelle sale italiane. di Giovanni Alberto Cecconi

La buca, giustizia e illegalità all’italiana

Dopo il film  "E’ stato il figlio" (Premio Osella e Premio Mastroianni),  Daniele Ciprì si cimenta in una nuova pellicola, "La Buca", che sta riscuotendo un notevole successo. E’ la storia di Armando (Rocco Papaleo), ex detenuto innocente uscito di prigione dopo 27 anni, e di Oscar (Sergio Castellitto), avvocato fallito e truffaldino che vive di piccoli espedienti. di Giovanna D’Arbitrio

Un ragazzo d'oro

Il film di Pupi Avati "Un Ragazzo d’Oro", inizia con un flashback in bianco e nero in cui un padre incoraggia il figlio a superare un ostacolo, poiché "insieme loro due sono imbattibili": è una scena che riaffiora talvolta nei ricordi di Davide Bias (R. Scamarcio). Purtroppo i tempi cambiano e trasformano le persone: ora Davide non stima più il padre, Achille, anzi lo disprezza per aver tradito il sogno di diventare uno scrittore, diventando uno sceneggiatore di volgari B movies. di Giovanna D’Arbitrio

San Sebastian Film Festival: spiazzati e vincenti

La qualità di questa edizione è stata considerevole come di consueto. In termini di organizzazione, livello artistico, varietà di segmenti tematici per non dire del tipico calore spagnolo a cui è piacevolmente arduo adeguarsi. di Vincenzo Basile

 

San Sebastian Film Festival, i riflettori sono puntati sui giovani registi ungheresi di V.B.

San Sebastian Film Festival, i riflettori sono puntati sui giovani registi ungheresi

Le stelle di Hollywood sono presenti in forze e sfilano fotografatissime sul red carpet spagnolo ma da Abel Ferrara con il suo Pasolini ad Automata, il mediocre sci-fi  con Antonio Banderas e da Jessica Chastain a Wilelm Defoe, da Denzel Washington a Viggo Mortensen, fino a John Malkovich col suo triste Casanova Variations, nessuno dei loro film  ha, almeno fino a oggi, fatto gridare al Capolavoro. di Vincenzo Basile

Le due vie del destino. The railway man

Eric Lomax, prigioniero dei giapponesi, nel film di J. Teplitzky "Le due vie del destino", tratto dal romanzo autobiografico che lo stesso Eric scrisse e pubblicò nel 1995, "The Railway Man", compose anche una poesia che ripeteva  come una preghiera nei momenti più bui della sua prigionia per lottare contro dolore e disperazione. di Giovanna D’Arbitrio