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25/06/18 ore

EDITORIALI E COMMENTI

La “questione liberale”: l’affanno del PD e gli errori dei radicali

Nel suo intervento sul sito «The Front Page», Claudio Velardi ha evidenziato come il PD sia passato dal voto utile al voto necessario, ricorrendo ancora una volta all’armamentario dell’anti-berlusconismo per imprimere il segno decisivo a una campagna elettorale giocata di rimessa. di Luigi O. Rintallo

Grillo, il voto “utile” di un radicale confuso

“Secondo me il voto utile, là dove non c’è la lista “Amnistia Giustizia e Libertà”, è l’M5S, segnatevelo”. A dare questo consiglio è stato il senatore radicale Marco Perduca, dalla propria pagina Facebook. Il movimento di Grillo, secondo Perduca, rappresenterebbe la naturale alternativa alla lista radicale nei territori in cui questa non è riuscita a raccogliere il numero sufficiente di firme e quindi a presentarsi alle elezioni. di Ermes Antonucci

Le scarpe spaiate di Achille Lauro

Nominato Cavaliere del lavoro per meriti industriali il 15 novembre 1938 (anno di leggi razziali in Italia) l'armatore sorrentino Achille Lauro è stato forse il primo politico delle "proposte shock": consigliere nazionale della Camera dei Fasci e delle Corporazioni, amico intimo di Galeazzo Ciano e presidente del Napoli calcio, nel secondo dopoguerra Lauro si è gettato a capofitto nel mondo della politica per risollevare le sorti di un paese, l'Italia, all'epoca povero e disgraziato sotto la minaccia comunista proveniente dall'est. di Andrea Spinelli Barrile

La politica estera di Rivoluzione Civile: Ingroia scrive a Babbo Natale

All’inizio la sensazione era quella di trovarsi di fronte alla letterina di una bambina di otto anni indirizzata a Babbo Natale. Poi si è scoperto che si trattava dei “dieci impegni per fare pace col mondo” di Rivoluzione Civile, in poche parole la politica estera che verrebbe realizzata da Antonio Ingroia nel caso diventasse premier. E così la curiosità ha lasciato il posto ad un profondo senso di sconforto. di Ermes Antonucci

Avrebbero una banca, sul Pd un Montepaschi di polemiche

“Il Pd non c’entra un tubo di niente. Il Pd fa il Pd, le banche fanno le banche”. Queste le parole di Pierluigi Bersani per arginare sul nascere il ciclone Montepaschi abbattutosi nel bel mezzo della campagna elettorale: una brutta storia di prodotti finanziari derivati, di investimenti sbagliati, di bilanci falsati e di documenti nascosti, sotto il controllo allegro degli organi preposti, Banca d’Italia in testa. di Antonio Marulo

Mario Monti riformatore apparente

Contrariamente a quanto sostiene Pierluigi Bersani, l’ex premier Monti non va criticato perché “guarda dall’alto” il Paese e peccherebbe quindi di astrazione o velleitarismo. Tutt’altro che astratto, il professore ha dimostrato piuttosto di essere parte integrante della società delle conseguenze (più volte richiamata da Quaderni Radicali e Agenzia Radicale) nella quale si dibatte da svariati decenni l’Italia, condannata a un’oggettiva irriformabilità. di Luigi O. Rintallo