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25/04/17 ore

EDITORIALI E COMMENTI

Spending review, non solo di tagli ci vien fatto di parlare

La spending review ha tra i suoi compiti anche quello di mettere un tetto agli stipendi di livelli spropositati dei quali è venuta alla luce l’esistenza, ma evidentemente deve anche perseguire la finalità di correggere assurde storture nel senso inverso come quelle emerse da uno scritto di Carlo Fontana sul 'Corriere della Sera' e che riguardano, per esempio, gli Uffizi a Firenze e la Galleria Borghese a Roma. di Silvio Pergameno

"Ruota degli esposti": il caso Mangiagalli e l'esperienza sul campo di 'Salvamamme'

Il caso del bimbo lasciato nella “ruota” della Clinica Mangiagalli di Milano ha riproposto all’attenzione della stampa il problema dell’abbandono di neonati, che l’Associazione "Salvamamme" che presiedo già oltre quindici anni fa, di fronte ai frequenti rinvenimenti di neonati gettati nei cassonetti dei rifiuti, ritenne di affrontare, muovendo dall’irrefutabile considerazione che non esisteva alcun paragone possibile tra un bambino vivo e vegeto e legalmente affidato a genitori adottivi e un neonato fatto morire in condizioni orribili. di Maria Grazia Passeri

Spending review, la strenua difesa della spesa improduttiva

Il variegato ventaglio della spesa pubblica, in tutte le sue articolazioni, investe in pieno la riforma di uno stato sociale che è stato costruito come meccanismo affidato alla gestione delle corporazioni partitiche e sindacali: riformarlo significa intaccare a fondo questa gestione. di Silvio Pergameno

Italo vs Ferrovie dello Stato: la guerra dei treni

“Si avvisano i signori viaggiatori che, a causa di un treno Ntv-Italo sulla tratta Roma-Milano, l'Eurostar Trenitalia 3456 delle ore 17 porta un ritardo di 30 minuti”. Ecco cosa succede a intaccare il monopolio ferroviario: viene fuori tutta la voglia di concorrenza, di libero mercato, insomma viene fuori tutto l'italico astio nei confronti di chi “ce prova”. di Andrea Spinelli Barrile

Giovanardi, Libertà: non basta la parola

“Perché dare spazio alle parole di uno come Giovanardi?” si dirà. Per due motivi, fondamentalmente. Primo, perché troppo spesso si rileva la tendenza a sfruttare una memoria di breve termine, una RAM che rende una società incline a commettere puntualmente gli stessi errori. Secondo, perché il tizio in questione è un senatore, eletto (in)direttamente e più volte dai cittadini, per cui ci si chiede se rappresenti realmente l’idea politica di qualcuno (se così fosse, questo “qualcuno” si faccia avanti, al fine di soddisfare la curiosità di molti). di Ermes Antonucci

Nuovo look per Agenzia Radicale

Ci siamo rifatti il trucco

Dopo qualche anno era doveroso, necessario. Agenzia Radicale, nella nuova veste grafica e nella più articolata e ricca gestione dei contenuti, continuerà a porre al centro i diritti umani, le domande di libertà delle donne e degli uomini in Italia e in tutto il mondo. Ci riproponiamo, così, di essere sempre più un punto di riferimento e un luogo di analisi, di approfondimento, di riflessione, per la strenua difesa del diritto, della legalità, del cambiamento che parte dalle persone…