Reiji è un poliziotto pasticcione, privo di qualità ma pieno di voglia di fare; proprio per questo motivo viene scelto per infiltrarsi sotto copertura in un organizzazione mafiosa, la temibile Yakuza giapponese, e stanare il boss del clan, colpevole di traffico di droga. Una trama lineare, classica, per un film - quello di Takashi Miike, presentato in concorso al Festival del Film di Roma – folgorante, esilarante, beffardo, kitsch e chi più ne ha più ne metta.
Il prolifico regista giapponese, con il suo ‘The Mole Song – Undercover Agent Reiji’, si conferma uno degli artisti più visionari, liberi e geniali del panorama contemporaneo. La sua ultima opera, un viaggio delirante tra manga, anime e cinema, è un’esplosione di invenzioni grafiche, scenografie ipercolorate con gialli e rossi predominanti, costumi improbabili, musiche che rasentano il ridicolo, recitazione eccessiva e dialoghi inimmaginabili.
La violenza ‘rodrigueziana’ di cui si nutrono generalmente le pellicole di Miike è qui rappresentata in chiave comica e decisamente pop (vedi le budella che diventano farfalle): lo spettatore intraprende un percorso oscillante tra l’onirico e il demenziale, fatto di botte, sparatorie, inseguimenti e sesso esilarante, una sorta di grottesco ‘Oz’ in salsa orientale condito con trovate registiche e narrative straordinarie nella loro originalità.
Miike oltrepassa i generi e in 130 minuti restituisce al suo pubblico uno dei più riusciti esperimenti espressivi degli ultimi tempi, postulando con esso la possibilità di creare nella più assoluta libertà un’opera plurilinguistica (cinema tradizionale, fumetto, animazione, videoclip) in perfetto equilibrio tra delirio estetico e magistrale padronanza dell’arte cinematografica. L’amore muove il mondo, la giustizia lo governa e la vendetta lo riscatta. Ma una risata ci seppellirà.
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L’editoriale del numero 88 di Quaderni Radicali “Oltre l’Onu di vetro” del dicembre 2004 così partiva: “È necessaria una organizzazione internazionale nella Comunità degli Stati? Insomma è necessario l’Onu? Questo è il punto politico …La risposta non può che essere che le Nazioni Unite sono più che mai necessarie in questo tempo storico-politico, in questi equilibri/squilibri internazionali…”. Ma l’Onu, così come è oggi, si presenta paralizzato e paralizzante, con limiti strutturali e organizzativi, pieno di anacronismi e ambiguità, che annullano il fondamentale ruolo di indirizzo e di governo del mondo… Leggere la vicenda della signora Francesca Albanese, relatrice speciale dell'Onu sui territori palestinesi, sottraendosi ad un rilettura sulla lunga parabola di crisi e di contraddizioni delle Nazioni Unite, sulle logore strumentalizzazioni di coloro che più che istruire e relazionare in modo corretto sulle questioni, dimenticando che la legalità e la verità (per quanto accompagnata da drammatiche e indiscusse realtà umane sottoposte a sofferenze) non può risiedere in un confuso e vago pastrocchio di regimi autoritari e assassini o in gruppi terroristici che formano tutti insieme anche il nucleo centrale di commissioni Onu parossisticamente delegate ai diritti umani… In questo numero del Podcast di Agenzia Radicale, Antonio Marulo chiede al direttore di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale Giuseppe Rippa di dare una sua interpretazione sul perché il caso della signora Francesca Albanese è perfetto per queste NazioniUnite e per la crisi strutturale del pur necessario Palazzo di vetro…
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A cosa serve il sindacato se la CGIL scende in piazza per Maduro e Landini ne spara una delle sue. L’Iran libero dal regime islamico non affascina i "paladini" dei diritti e delle libertà. Il fronte del No alla separazione delle carriere dei magistrati è già in campagna elettorale. Fa discutere la propaganda dell’ANM. Di tutto questo, nel podcast di Agenzia Radicale, Antonello Marulo discute con il direttore Giuseppe Rippa…
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é uscito il N° 119 di Quaderni Radicali "EUROPA punto e a capo" Anno 47° Speciale Maggio 2024 |
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è uscito il libro Edizioni Quaderni Radicali ‘La giustizia nello Stato Città del Vaticano e il caso Becciu - Atti del Forum di Quaderni Radicali’ |