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22/02/18 ore

LIBRI

La briganta e lo sparviero: Licia Giaquinto racconta un’Irpinia di lotte per amore e libertà

Piantine di prezzemolo strappate che portano male. Sale e maledizioni lanciate nel vento che al Sud porta le voci. Una mattina di novembre del 1841, una donna scava un fosso in un terreno cretoso di un paese dell’alta Irpinia, poi si accovaccia e partorisce una bambina. A salvare la neonata dal gelo e dalla follia di sua madre è Reginella, una giovane vicina di casa, che quella mattina la vede, per caso. La bambina si chiamerà Filomena, e nonostante la miseria crescerà sana e forte, e diventerà bellissima e strafottente. A raccontare la sua storia è Licia Giaquinto in ‘La briganta e lo sparviero’ (Marsilio, pp. 302, euro 18), incrociando leggende e verità, grano e sangue di gente ribelle. Di Salvatore Balasco

La Mappa Mundi per un nuovo modello di riferimento

Tutte le società precedenti, da quella greca di Pericle a quella medievale del Sacro Romano Impero o a quella degli stati nazionali ottocenteschi, nascevano in seguito alla progettazione di un modello ben preciso... intervista a Domenico De Masi 

Quaderni Radicali 110, in primo piano c’è l’Europa

Il limiti del dibattito politico e il vuoto di idee stanno emergendo con maggior vigore in questi giorni di rush prima del voto. Eppure, al di là del demagogico e grossolano scontro sulla moneta unica – ci sono tanti spunti per discutere sulla crisi dell’intero progetto europeo. Quaderni Radicali, nel fascicolo 110 in uscita questa settimana che sarà presentato mercoledì 21, li mette in Pimo piano con analisi, commenti e interviste, chiedendosi Chi salverà l’Europa.

'Male lingue', Gratteri racconta 'vecchi e nuovi codici delle mafie'

Parola d'umiltà e formata la società...'. Male lingue sono quelle usate nei Codici della 'Ndrangheta per comunicare tra gli affiliati; sono i gerghi dai lontani echi medievali, sono gioco linguistico, camuffamento, alterazione. La malavita le usa per nascondere e per ribadire un'appartenenza. di Salvatore Balasco

I “percorsi postcoloniali” di Roma negata

“Un libro necessario”. Lo si dice e scrive tanto spesso che, avendo tra le mani un'opera spiazzante come Roma negata diventa impresa ardua scalfire il comprensibile scetticismo del lettore più smaliziato. Bastano tuttavia poche pagine per comprendere l'urgenza che anima il progetto a quattro mani realizzato dal fotogiornalista Rino Bianchi e dalla scrittrice Igiaba Scego.  di Adil Mauro

Intervista a Massimo Cacciari, il Labirinto filosofico, ognuno ha una porta da cercare

Si parte da tanti centri per costruire strada e uscita, la verità non è mai possesso. Ogni cammino soffoca fin quando non giunge all’Aperto, il patire deve essere attivo. Nel filo rosso che cuce pensiero e immagine, Giordano Bruno traccia la strada. di Gerardo Picardo  (Adnkronos)