Mirko Locatelli rimane rigido sulla sua scelta di non romanzare la messa in scena, perdendo purtroppo la corposità necessaria per attrarre il pubblico e infrangere quel silenzio che diventa insopportabile nei 98 minuti della pellicola. di Florence Ursino
Una ‘forma di follia socialmente accettabile’, l’amore. L’amore. Che partorisce poesia, suona i tramonti, irrobustisce le gambe, inonda gli occhi, schiude le labbra. L’amore che non ha passato né futuro, non conosce tempi, non sa di spazio e materia, non si cura di noi. di Florence Ursino
Un altro buon film in nuce, un’altra piccola delusione infine. Presentato come un thriller drammatico in concorso al Festival del Film di Roma, ‘Sorrow and Joy’, del danese Nils Malmros, parte in quarta mettendo bruscamente lo spettatore davanti ad una tragedia: Johannes, regista di successo, torna a casa da una conferenza e trova la figlioletta di 9 mesi sgozzata da sua moglie Signe. di Florence Ursino
Durante i 100 minuti, la pellicola diretta dal portoghese Vitor Goncalves e presentata in concorso al Festival del Film di Roma, riecheggia, insistente e disperata, una sola domanda: perché? di Florence Ursino
Abbagliano i primi minuti del il film dei brasiliani Paulo e Pedro Morelli presentato in concorso al Festival del Film di Roma; abbaglia la sua fragilità, il suo entusiasmo, la sua 'ricerca del tempo perduto'. di Florence Ursino
Un film, quello dell'australiano - naturalizzato messicano - Michael Rowe, che parte da un buon intento e prende forma in una regia equilibrata e attenta, dimenticando totalmente di sviluppare l'intenzione, di dare forma a un qualsivoglia tipo di coinvolgimento, lasciando lo spettatore sospeso in una dimensione puramente – e fatalmente – estetitizzante. di Florence Ursino