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23/05/18 ore

RASSEGNA WEB

Il nuovo statalismo nel contratto M5S-Lega

"Genericità e talvolta contraddittorietà del documento" a parte, nel contratto di governo tra M5S e Lega "esiste un chiaro elemento unificatore e riguarda il ruolo che lo Stato dovrebbe avere nella nuova Italia «pentalegata»". Ne scrive Carlo Cottarelli in un articolo su 'La Stampa' che riproponiamo nella nostra rassegna web.

Legge Fornero, il conto della riforma M5S-Lega lo pagano i giovani

Superare la Fornero, come nelle ipotesi allo studio sulla ormai famosa Quota 100, tende a favorire i lavoratori anziani con carriere contributive continue a scapito di lavoratori ancora più anziani, ma con carriere lavorative spesso interrotte (come le donne). Ma soprattutto lascia il conto da pagare alle generazioni future. Il perché in questo articolo del Il Sole24ore, che riproponiamo nella nostra rassegna web.

La richiesta impossibile di «cancellare» 250 miliardi di BTp

La sensanzione che M5S e Lega su molti temi non sappiano di cosa parlano l'abbiamo avuto in più di un'occasione. Si stava però in campagna elettorale e tutto sommato si era portati a pensare che fosse tutta propaganda. Invece, i "signori" fanno sul serio, come dimostra la bozza di programma - poi "superata" - che in questi giorni ha fatto tanto parlare, soprattutto nella parte in cui si richiedeva la cancellazione di 250 miliardi di euro di titoli di Stato detenuti dalla Banca centrale europea...

Parla Nicola Biondo, ex capo della comunicazione M5S alla Camera. «Ho visto cose che voi umani non potete immaginare...»

Un «noir politico» a due voci, lo definiscono gli autori. Che raccontano nella nuova edizione aggiornata di Supernova (Ponte alle Grazie, 441 pagg.) la vera storia del Movimento di cui sono stati testimoni diretti. Ma anche l’ultima legislatura e quella, nuova, ancora in fieri. Già giornalista dell’Unità, e autore di apprezzati saggi sui casi più spinosi della storia d’Italia, Nicola Biondo racconta l’ascesa istituzionale dei pentastellati, dopo essere stato a capo della comunicazione della Camera del M5S. di Francesco Lo Dico (da Il Dubbio)

Il futuro dell'Iran Deal senza gli Usa

Martedì 8 maggio il Presidente Donald Trump ha annunciato la sospensione della partecipazione degli Stati Uniti dal Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l’accordo firmato nel 2015 con l’Iran per la rimodulazione del programma di ricerca nucleare. Anticipata rispetto alla scadenza prevista dalla legge statunitense di implementazione del patto (prevista per il 12 maggio), giunge a sugello della contrarietà dell’attuale Amministrazione nei confronti dell’accordo, considerato insufficiente per limitare non tanto la possibilità tecnica per l’Iran di acquisire una capacità atomica militare quanto l’espansione dell’influenza politica nella regione... di Francesca Manenti (Centro Sudi Internazionali - CESI)

La maschera del M5s

Il M5S non ha dei momenti di incoerenza - è strutturalmente incoerente. Meglio: è fondato sul presupposto che la coerenza non conti nulla. E poiché nella sua incoerenza assoluta è assolutamente coerente, gli elettori non lo puniscono. O almeno non lo hanno punito finora, e si può presumere che non lo puniranno fin quando non si renderanno conto che il prezzo di quell’incoerenza lo pagherà il Paese... di Giovanni Orsina (lastampa.it)

Falcone non avrebbe mai fatto un processo sul non-reato di trattativa

Ho conosciuto Giovanni Falcone nel lontano 1983. Era novembre e si parlava sulla stampa di un magistrato di Palermo che stava interrogando un mafioso avviato al pentimento: Buscetta ovviamente. Curiosa dunque di incontrare il magistrato, chiedo l’aiuto di Luciano Violante che conoscevo dai tempi delle grandi inchieste sul terrorismo. E così ho un appuntamento a Palermo alla fine di una giornata di inverno, alle 19, in un Palazzo di Giustizia deserto. Non appena mi apre la porta del suo ufficio, Falcone mi dice però: «Non posso. Debbo andare di corsa all’Ucciardone». di Marcelle Padovani (da Il Dubbio)

Club delle 3M - Macron, May e Merkel: la vistosa assenza dell’Italia

L’effetto collaterale della surreale crisi politica seguita al voto non decisivo del 4 marzo è la rapida scomparsa dell’Italia dal teatro globale della geopolitica e dell’economia. di Marco Zatterin (da La Stampa)

Uso e abuso dell’ultimatum di un candidato premier

Ultimatum o bluff. Il giudizio sulla gestione della crisi da parte di Luigi Di Maio (e la previsione su quanto accadrà nei prossimi giorni) sta tutta in questa alternativa. Si tratta di capire cioè se siamo di fronte a una leadership che avanza a colpi di dichiarazioni stringenti, richieste forti, strategie accorte. O che, fin dalle prime battute, ha fatto credere quel che non era. E poi, non avendo in mano le carte buone, ha finito per infilarsi nel classico cul de sac. di Paolo Macry (da Il Mattino)

Il dott. citt. Roberto Fico presidente della Camera dei Deputati convenzionata con la Casaleggio Associati

Se questa rubrica dovesse scoprire le carte e dichiarare la propria filosofia, cercherebbe aiuto in una pagina de L'individualismo statalista di Giancristiano Desiderio: La commedia è la cifra stilistica dell'anima nazionale. La recita è la ragion pratica della politica. (...) di Guido Vitiello (da Il Foglio)

M5S e Pd, due partiti troppo lontani per allearsi

La passeggiata su Roma, annunciata da Matteo Salvini come risposta a un eventuale governo Pd-Cinquestelle non ha nessun argomento dalla propria parte. Ma, per saperlo, pur essendo cosa assai evidente, è necessario un minimo di cultura delle istituzioni democratiche, cosa che raccomando di acquisire in questo caso al segretario della Lega, ma più in generale anche al suo concorrente Di Maio e a quella informazione che spesso fa loro corona. di Biagio de Giovanni (da Il Mattino)