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20/10/17 ore

RASSEGNA WEB

Dall'Unesco alla Russia di Putin: se la religione si riduce a strumento politico

Mettiamola giù nuda e cruda: cosa c'è di più stupido della strumentalizzazione della religiosità negli anni del terrorismo internazionale? Apparentemente, niente. Eppure sta diventando una specie di moda che contagia l'intero pianeta. Con Agenzia Radicale ci eravamo occupati della vicenda Unesco: la risoluzione sulla “Palestina occupata” che negando di fatto le radici ebraiche e cristiane del Monte del Tempio di Gerusalemme metteva in discussione la sacralità del luogo per due su tre delle grandi religioni monoteiste. di Camillo Maffia (da Voci su Libertà di Religione e Credo)

Grillo e la democrazia dei crash

A me Beppe Grillo piace. Mi ha sempre fatto ridere, è spiritoso, gli vengono delle battute brillanti, ho anche visto questa sua ultima cosa su Netflix e ogni tanto ridevo, senza riuscire a scandalizzarmi più di tanto per le balle, perché io Beppe Grillo l’ho conosciuto che faceva il comico, e per fare il comico un po’ inventi, un po’ imbrogli, e nessuno si scandalizza, siamo qui per divertirci e tu sei bravo. (da wittgenstein.it)

Grillo e M5S, idee vecchie e sbagliate dietro il digitale

Gli attacchi alle liberalizzazioni, ai supermercati, alle banche, alle multinazionali dei vaccini, tutti alleati con i politici corrotti a spese dei cittadini e lavoratori (mentre l’euro non poteva essere criticato perché ancora non c’era). Grillo lo ha fatto quando non era ancora un politico e puntava con la sua satira sulle multinazionali che lo invitavano ai loro convegni e lo applaudivano quando prendeva in giro i loro dirigenti. Ma questo tipo di idee non sono solo vecchie. Sono anche idee sbagliate, anche causa della drammatica situazione del paese e degli attuali problemi di molti suoi elettori.... di Roger Abravanel (Corriere della Sera)

I volenterosi carnefici di Grillo

Per dire della responsabilità del M5S e del suo leader Beppe Grillo nel peggioramento della qualità dell’informazione italiana (che è un problema assai più grave che non la sua libertà) non c’è bisogno di ricorrere alle arroganti ma innocue liste di proscrizione di giornalisti citate da Reporters sans Frontières: il M5S, come è stato estesamente raccontato, è una macchina di produzione di falsità e inganni nei confronti delle persone a scopo di propaganda e costruzione di potere politico... (dal blog di Luca Sofri

Francia, primo turno presidenziali: Macron vs Le Pen svolta epocale

Il risultato del primo turno delle elezioni presidenziali francesi rappresenta una svolta epocale. Da una parte il centrista Emmanuel Macron passa al secondo turno, ed era dai tempi di Giscard d’Estaing che questa tendenza politica non riusciva ad affermarsi. D’altra parte, il Front National di Marine Le Pen si presenta come un solido sfidante, con una progressione netta del numero di votanti rispetto alle precedenti elezioni. di Jean-Pierre Darnis (da Affari Internazionali.it)

Se cala la fiducia nella magistratura

Il recente sondaggio di Swg sulla magistratura impone alcune riflessioni. I magistrati e la politica: il 68 % degli intervistati è convinta che «certi settori della magistratura italiana perseguono obiettivi politici». La risposta sconta gli effetti di una domanda riguardante il rapporto tra magistratura e politica che merita di essere precisata. È oramai tramontato il periodo vissuto negli anni Settanta, allorquando molti teorizzarono un uso politico della giustizia (e una corrente della Magistratura condivise l’idea). di Giovanni Verde (da Il Mattino)

Il magaspottone a Davide Casaleggio

Il battesimo televisivo di Davide Casaleggio non poteva che celebrasi nel canale per certi aspetti portabandiera del Movimento 5 Stelle. A Lilli Gruber l’onore di officiare, alla presenza di due accondiscendenti testimoni. Il “megaspottone”, che precede l’evento di sabato a Ivrea in memoria del padre fondatore del grillismo, è stato recensito da Mattia Feltri su 'La Stampa', con un commento che abbiamo scelto per la nostra Rassegna.

Chi odia la società aperta

... In Italia i sentimenti illiberali sono assai diffusi — si spera solo che non siano ormai maggioritari. I bersagli di tanta ostilità sono i due pilastri della società libera o aperta: la democrazia rappresentativa e l’economia di mercato. di Angelo Panebianco (dal Corriere della Sera)

Napoli, una pagina indecorosa dietro gli slogan di pace

Napoli, da ieri, è una «città di pace e di giustizia». Lo ha stabilito il consiglio comunale, approvando una delibera che inserisce nello statuto la «vocazione mediterranea e solidaristica della città». Dobbiamo essere orgogliosi? Ma sì, gonfiamo pure d’orgoglio i nostri petti. Subito dopo, però, faremmo bene a vergognarci. Perché nelle stesse ore in cui il consiglio comunale si riempiva la bocca di pace, giustizia, progresso e giustizia sociale, non riteneva di esprimere uno straccio di solidarietà agli agenti rimasti feriti durante gli scontri di Fuorigrotta in occasione del comizio napoletano di Salvini. di Vittorio Del Tufo (da Il Mattino)

Il regalo di de Magistris al populista Salvini

Napoli non si meritava il sabato da cani che le è toccato. Ne esce acciaccata e impaurita, con molti danni da pagare e senza aver acquisito alcun vantaggio, né materiale né morale. A Matteo Salvini il sindaco de Magistris ha servito su una cornucopia di velluto rosso il regalo più grande che potesse fargli: innanzitutto una eccezionale e del tutto insperata visibilità, e inoltre argomenti tutt'altro che peregrini a proprio favore, relativi a questioni come la libertà di espressione e la necessità di non fomentare la violenza di piazza, argomenti destinati ad aggiungere un corredo di maggior credibilità a tutto il suo consueto repertorio populista. di Francesco Durante (da Il Mattino)

La resa culturale ai 5 stelle

In modo non coordinato, una pluralità di forze sembra agire ormai da tempo, con scarsa consapevolezza della posta in gioco, per offrire su un piatto d’argento il Paese al movimento Cinque Stelle, fornendo ad esso la possibilità di imporre, su una parte cospicua dell’opinione pubblica, una propria egemonia culturale. di Angelo Panebianco (Corriere della Sera)