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20/10/17 ore

RASSEGNA WEB

Errori e orrori a Gerusalemme

Dopo una sequela di aggressioni a colpi di coltello da parte di palestinesi contro soldati, agenti di polizia e civili israeliani, seguita dalle ritorsioni israeliane, un sentimento di angoscia e insicurezza permea Gerusalemme, impedendo la normalità del vivere quotidiano. di Giorgio Gomel (da Affari Internazionali)

Le esagerazioni del Papa Re

Si può dire, umilmente e sommessamente, che questo Papa sta un po’ esagerando? Ieri si è saputo che ha scritto all’ex consigliere capitolino di estrema sinistra Andrea Alzetta detto Tarzan, collezionista di denunce per violazione di domicilio e invasione e devastazione di edifici, esortandolo «a occuparsi di chi non ha casa». Invito che l’interessato ha interpretato come un «caldo incoraggiamento» a occupare le case altrui. di Massimo Gramellini (lastampa.it)

Canone Rai, la tassa ingiusta e iniqua

Va bene, pagheremo quell’odioso balzello denominato «canone Rai» con la bolletta dell’elettricità. Ciò non toglie che saremo costretti a pagare una tassa iniqua e ingiustificata. Perché è un residuo di un’epoca finita, quella in cui non esisteva il telecomando, lo smartphone, il tablet, e non esisteva nemmeno il computer. di Pierluigi Battista (da corriere.it)

Fine vita, Max non ha più tempo. Il Parlamento non aspetti

Non basta essere un malato ter­mi­nale per avere ragione, nem­meno se ci si auto­so­spende le tera­pie per otte­nere ascolto dal Par­la­mento. Potrebbe essere un ricatto, basato su una pre­tesa assurda. Ma Mas­si­mi­liano “Max” Fanelli chiede “sem­pli­ce­mente” che la Costi­tu­zione sia rispet­tata e che il Par­lamento la smetta di diso­no­rare se stesso. di Marco Cappato (da 'Il Manifesto')

Attentato Turchia, violenza pensando alle urne

Chi è stato? Ma soprattutto a chi giova? Il terzo e più sanguinoso attentato che ha funestato la Turchia (prima Diyarbakir, poi Suruç e ora Ankara) pone queste domande. di Marco Guidi (da Affari Internazionali)

Se l'Italia bombarda il Califfo

È possibile che l’Italia aumenti il suo impegno militare in Iraq nelle operazioni contro il cosiddetto califfato. È molto probabile che la Nato richieda un prolungamento della presenza militare in Afghanistan. di Stefano Silvestri (da Affari Internazionali)

Soldi, trivelle, bilanci. Le promesse tradite del Movimento cinque stelle

Il cambiamento della regola (ma anche i comportamenti diffusi) sui soldi nel Movimento cinque stelle è ormai qualcosa imposto dalla brutale realtà dei fatti. Ma anche su altre cose, per esempio il sì o il no alle trivellazioni, o il dogma etico, prima che politico, della trasparenza di bilancio, è in corso una mutazione complessiva del progetto che non può lasciare inerte il francescano Casaleggio. E certo non può esser taciuta inneggiando alla «svolta pragmatica» del Movimento. di Jacopo Jacoboni (la stampa.it)

Siria e Ucraina, il resistibile conflitto tra Putin e Obama

La differenza fra Bill Clinton e Barack Obama – insieme 16 anni di potere americano democratico, sia domestico che globale – è la politica. Lo ha detto una volta Leon Panetta che dell’amministrazione Clinton fu il chief of staff, la carica di maggior potere dopo quella del presidente, e con Obama è stato segretario alla Difesa e capo della Cia. di Ugo Tramballi (Affari Internazionali)

Pregiudizi e ostilità: difendere Israele sarà reato?

Quando verrà superata quell’invisibile barriera al di là della quale difendere Israele diventerà un reato? Quando arriverà il momento, qui in Europa, in cui affermare che Israele è un’isola di civiltà circondata da regimi liberticidi (in tutte le possibili varianti: dal più soft paternalismo autoritario al più feroce totalitarismo religioso) basterà per farsi trascinare in un tribunale sotto l’accusa di incitamento all’odio razziale? di Angelo Panebianco (Corriere della Sera)

Il silenzio italiano sull’Arabia Saudita

Non ha mandato soltanto i caccia Rafale a bombardare le basi dell’Isis in Siria, il presidente francese François Hollande si è anche solennemente pronunciato perché sia salvata la vita di Mohammed al Nimr. Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, non ha fatto né una cosa, né l’altra. E se possiamo capire le ragioni di prudenza che hanno determinato la scelta di non correre il rischio di provocare un secondo «caso Gheddafi» (cioè l’abbattimento di una tirannide senza calcolare gli effetti di questa nobile impresa), non riusciamo a comprendere i motivi del mancato pronunciamento sul caso che riguarda l’Arabia Saudita. di Paolo Mieli (dal corriere.it)

Aborto, il kit fai da te si acquista online

Ormai è un dato di fatto: nonostante la legge 194 sia in vigore da quasi 40 anni, interrompere una gravidanza in Italia è ancora molto difficile. Lo dimostrano le cifre, lo raccontano le storie e lo ha messo per iscritto il Consiglio d’Europa, che di recente ha condannato il nostro Paese per non aver rispettato il diritto alla salute delle donne che vogliono interrompere la gravidanza. di Arianna Giunti (da l'Espresso)