Informativa

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy.
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

23/10/18 ore

Aghi di Pino

Lanzalone, “la differenza” dei 5 Stelle

Perché da loro, i grillini, “chi sbaglia paga”. Da loro, dice Di Maio, “per cose così gravi la presunzione di innocenza non esiste”. Il che, va detto, è coerente con l'indole manettare che li contraddistingue...

A prova di Codice rocco

Spesso la normalità, l'ovvio, o ciò che dovrebbe essere tale, diventa rivoluzionario. Per esempio, dovrebbe in teoria essere scontato che gli autori di un programma di approfondimento politico si scelgano liberamente tempi, modi e criteri delle cosiddette ospitate in tv, senza lasciarsi dettare le regole dai responsabili della comunicazione dei partiti. Invece, da qualche tempo a questa parte è in uso esattamente l'andazzo contrario.

La perla di Toninelli sullo Stato etico

Danilo Toninelli è una delle menti “migliori” della prima covata grillina, se è vero che scalando le posizioni oggi si ritrova capogruppo al Senato del M5S. Più che per le apparizioni continue alle spalle di Luigi Di Maio nelle dichiarazioni di rito post consultazioni, in queste settimane si è distinto per la sua capacità di "massima concentrazione", di cui ha voluto informare tutti postando una memorabile foto sui social network. Ma non contento...

M5S e Lega stanno scrivendo lo storytelling

Abbiate pazienza. Si sta – come dice Luigi Di Maio – “scrivendo la storia”. O, meglio, lo storytelling, che preserva il linguaggio della propaganda che ha illuso gli elettori, svuotandolo però dei contenuti conosciuti.

Domenico De Masi, da intellettuale a deluso di riferimento del M5S

A un certo punto qualcuno avrebbe pure scommesso su Domenico De Masi ministro di un ipotetico governo Di Maio. Non è stato così. In linea con quanto andava sostenendo, il Professore si è mantenuto sempre “neutrale”. Ha fatto solo lo studioso, incuriosito da un fenomeno straordinario - “un movimento che in 5 anni raggiunge il 30%, con un leader di 31 anni” - che “per un sociologo è come il passaggio di una cometa per un astronomo”. di Antonio Marulo

Un Maalox per Travaglio

Alla fine è sempre colpa di B., anche quando toglie il disturbo. Tant'è che ti vien voglia di solidarizzare, pur se a malincuore. Questo grazie a Marco Travaglio, che vive – immaginiamo – momenti difficili, drammatici, in attesa di qualcosa che faccia saltare tutto, affinché non risulti vano l'enorme sforzo profuso in mesi di propaganda a favore dei grillini.

Fico, il grillino che è in noi...

Bisogna dargli atto, hanno sempre la risposta pronta... Ammirevoli per come giustificano le proprie piccole o grandi magagne, sono bravi a dare la sensazione di essere i primi a credere davvero a cio che dicono, anche quando si rasenta il ridicolo. Le recenti uscite di Roberto Fico confermano questa indubbia qualità dei grillini, mostrata più volte nel tempo.

Pd e M5S, “il tempo dei pagliacci è finito” (domanda...)

Tra le parole chiave della politica c'è “dialogo”, tornato di moda in questi giorni dopo mesi e mesi di intransigente campagna elettorale all'insegna dell'insulto. Il M5S ci fa oggi i conti, perché solo dialogando si possono raggiungere i numeri per governare.

Il grigio Fico

A quanto pare sono durate meno del previsto le passeggiate romane di Roberto Fico. Avevano fatto pateticamente scuola tra gli altri esponenti politici nei giorni delle consultazioni e stavano un po' sfuggendo di mano.

M5S-Pd, il forno che scotta

Terminate le doverose celebrazioni del 25 aprile, il gioco delle consultazioni riprenderà con il secondo giro di giostra dell'incaricato esploratore. Roberto Fico dovrà verificare a che punto stanno le cose dopo le aperture a un accordo M5S-Pd. A giudicare da quanto accaduto dai minuti successivi alle dichiarazioni di Di Maio e Martina, l'ipotesi al vaglio resta peregrina.