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21/05/18 ore

Aghi di Pino

Voleva fare il Fico

La prima non è venuta tanto bene. Farsi fotografare mentre si viaggia in autobus da Roma Termini ai palazzi del potere, oltre che banale propaganda, è stato maldestro e si è rivelato un boomerang.

La carta falsa di Andrea Cecconi

Dieci piani di morbidezza, rotoli di convenienza? No, all' “impresentabile mela marcia” Andrea Cecconi è bastato strapparne un pezzeto, su cui firmare prima delle elezioni la rinuncia preventiva alla carica di parlamentare...

Rocco Casalino, quel curriculum a sua insaputa

Il controverso e ambiguo rapporto dei grillini con il curriculum è noto a molti fin da quando Virginia Raggi omise il particolare delle frequentazioni nello studio Previti, per non rischiare l'esclusione nella "rigorosa" selezione della classe dirigente a 5 Stelle. Innocente dimenticanza, peccato veniale, si disse poi. Come quello – per venire a cose più recenti – della candidata “eccellente” di cui si millantavano trascorsi tedeschi nello staff di Angela Merkel.

Ballon Dessì

È finita – dice Beppe Grillo - l'epoca del Vaffa, resta più che mai quella delle parole a casaccio rimangiate al momento opportuno e e secondo convenienza. Di questo il Movimento dalla doppia morale ci ha abituati e quindi non ci stupisce. Per questo gli sviluppi del caso di scuola Emanuele Dessì fa parte del come volevasi dimostrare...

Ingroia il rospo

In teoria è una di quelle notizie ghiotte da Fatto quotidiano, col personaggio noto sbattuto in prima pagina e a nove colonne, grazie a sentenza mediatica passata in giudicato. E invece no. Qualche volta anche Marco Travaglio e Peter Gomez sanno stupirci per sobrietà e discrezione nel dare certe informazioni, diversamente dalla solita gogna.

Effetto Raggi, a un romano su tre non gli è bastata...

Dunque l'effetto Raggi ci sarebbe stato. Almeno a Roma, dove si è potuto toccare con mano la qualità della classe dirigente del Movimento 5 Stelle. I media la presentano più o meno così, dando conto del calo di consensi grillini di circa 4 punti percentuali nel voto parlamentare e del 13% nel voto Regionale, rispetto al primo turno delle elezioni comunali.

Il carro di Di Maio è già pieno

Altro che incapaci, incompetenti e antisistema, nel M5S si intravede il nuovo “grande partito della sinistra moderna”. Parola di Eugenio Scalfari, che aveva drammaticamente aperto la crisi d'identità del gruppo editoriale della famiglia De Benedetti, quando ammise di preferire Berlusconi a Di Maio, ma che a 36 ore dal voto si è messo già in prima fila sotto il carro grillino. Ma non è il solo...

PiùEuropa, fotografie del voto

Il fermo immagine di Benedetto Della Vedova di +Europa vale più di ogni parola e sintetizza alla perfezione il risultato elettorale visto da centrosinistra. Anche sul piano personale, al sottesegratario agli Esteri del governo Gentiloni è andata male nel suo collegio. Pur fallendo la soglia del tre percento, alla vigilia data come molto probabile, missione compiuta, invece, per gli altri 3 "cavalieri dell'Apocalisse" dell'anomala lista elettorale.

Renzi, il fuoco amico di Emma Bonino

Tutto si può dire di Emma Bonino, compreso qualche parolina di biasimo per la scelta elettoralistica del 4 marzo, tranne che non abbia il coraggio di andare controcorrente. Dal nome +Europa, quasi una bestemmia di questi tempi, alle politiche sull'immigrazione e l'accoglienza, la linea di questa campagna elettorale ha seguito infatti sentieri impervi, noncurante della vulgata demagogica e populista prevalente.

Fioramonti: un ossimoro in carne e ossa

In attesa del botto finale annunciato per giovedì, i primi nomi di un ipotetico governo monocolore pentastellato non possono che lasciar delusi quanti contavano sulla carta jolly della lista dei ministri diffusa da Luigi Di Maio.