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23/04/18 ore

RASSEGNA WEB

Egitto, fra i delusi di piazza Tahrir: "Così i Fratelli musulmani ci portano al disastro"

di Berrnardo Valli (da repubblica.it)

 

Chi cavalca la rivoluzione, almeno per ora, è la grande forza di destra del mondo arabo: una forza dominante, clericale, reazionaria e liberista: quella dei Fratelli musulmani. A favorirla nella conquista del potere è stato il movimento insurrezionale di piazza Tahrir, democratico, e per sua natura progressista. Il quale ha abbattuto la dittatura del raìs e ha aperto il Paese a libere elezioni: e nelle urne, con la legittimità del voto, i Fratelli musulmani si sono imposti.

Sesso e carriera, i ricatti in Vaticano

La zizzania. I pesci cattivi. Le "strutture del peccato". È giovedì 11 ottobre, Santa Maria Desolata. È il giorno in cui la Chiesa fa memoria di papa Giovanni XXIII, cinquant'anni dal principio del Concilio. Benedetto XVI si affaccia al balcone e ai ragazzi dell'Azione cattolica raccolti in piazza dice così: "Cinquant'anni fa ero come voi in questa piazza, con gli occhi rivolti verso l'alto a guardare e ascoltare le parole piene di poesia e di bontà del Papa. Eravamo, allora, felici. Pieni di entusiasmo, eravamo sicuri che doveva venire una nuova primavera della Chiesa". di Concita De Gregorio (da repubblica.it)

Ricordiamo Luca Coscioni, aiutiamo la ricerca

È una data doppiamente simbolica, quella del 20 febbraio. Quel giorno, sette anni fa, ci lasciava Luca Coscioni, il “maratoneta” che malato di Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), ha lottato con tutte le sue forze, si può dire fino al suo ultimo respiro, per la libertà di cura e di ricerca scientifica, ancora assurdamente penalizzate e mortificate. di Maria Antonietta Farina Coscioni (da europaquotidiano.it)

Corruzione e sistema paese. Le gravi implicazioni dello scandalo Finmeccanica

di Antonio Armellini (da affari internazionali.it)

 

La tempesta che si è abbattuta su Finmeccanica non dovrebbe cancellare il fatto che, quello degli elicotteri per l’India, era un bellissimo contratto. La Westland era un fornitore tradizionale delle forze armate indiane ed Agusta è riuscita a far tesoro di questi rapporti - partendo dall’ammodernamento dei vecchi“ Sea King” - per fare breccia con un range di macchine la cui qualità ha avuto la meglio della concorrenza francese e, soprattutto, della statunitense Sikorski.

Zingaretti e quella strana assunzione. L'esposto di Marco Pannella

“Immagina, un nuovo inizio”, è lo slogan di Nicola Zingaretti, candidato governatore del Lazio per il centrosinistra. Anche nel suo programma promette una “Rivoluzione della trasparenza per offrire ai cittadini la possibilità di controllare direttamente ogni passaggio della vita amministrativa”. (di Sabrina Giannini - corriere.it)

Bonino contro le quote rosa: "le donne devono vincere per merito"

Alle donne italiane dice: «Se vogliono cambiare la loro situazione, nessuno glielo concederà gratis. Devono attivarsi. E io a parte alcune associazioni, non vedo grandi movimenti di piazza». (di Lidia Baratta - da linkiesta.it)

60mila morti dopo, Assad il torturatore è ancora lì

di Valentina Saini

 

In Siria, secondo l’Onu, i morti sono almeno 60mila. Assad è una promessa tramutata in un macellaio. In dodici anni ha spazzato via ogni speranza di riforma. Il vero erede del padre era suo fratello. Ce n’è poi anche un terzo, ma era troppo crudele perfino in un Paese dove si usano più di 30 metodi di tortura.

Corte europea dei diritti dell’uomo: Condanna all’Italia per le carceri inumane

di Antonio Bultrini (da Affari Internazionali)

 

A inizio gennaio la Corte europea dei diritti dell’uomo ("la Corte") ha condannato l’Italia in seguito al ricorso proposto da sette detenuti (tre italiani e quattro stranieri) negli istituti penitenziari di Busto Arsizio e di Piacenza (Torreggiani e altri contro Italia). La Corte ha appurato che i ricorrenti erano stati a lungo reclusi in celle di nove metri quadri occupate da tre persone.

"Molestata nell'indifferenza di Tahrir". Egitto, la piazza della rivoluzione ostaggio della violenza

di Francesca Paci

 

L’Egitto è di nuovo nella tempesta dopo gli scontri tra manifestanti, polizia, tifosi e sostenitori dei partiti islamisti al potere che ormai da una settimana continuano a uccidere al Cairo, Suez, Port Said. Ieri il presidente Morsi è rientrato in anticipo dalla visita in Germania proprio per seguire da vicino gli sviluppi della crisi mentre Fitch declassava i bond e oltre mille agenti delle forze di sicurezza si rifiutavano di andare in strada per la carenza di equipaggiamento.

I cittadini e lo Stato. La fiducia che non c’è

di Angelo Panebianco (dal Corriere della Sera)

 

Più che gli economisti, al capezzale dell'Italia, servirebbero gli psicologi. La ripresa dei consumi interni, senza la quale non si esce dalla fase recessiva, è bloccata da una generalizzata crisi di fiducia, da aspettative negative sulle condizioni future. La campagna elettorale in corso non sta fornendo rimedi per modificare questi atteggiamenti.

 

La vera causa della sfiducia nel futuro non è presente, se non marginalmente, fra i temi della campagna elettorale. Essa consiste nell'aggravamento - dovuto alla crisi economica - della tradizionale diffidenza dei cittadini nei confronti dello Stato, una diffidenza che, a sua volta, alimenta le aspettative negative di ciascuno sul (proprio) futuro.


I politici parlano di «riforme» ma fingono di non sapere che lo Stato italiano è fin qui risultato irriformabile e che di tale irriformabilità c'è ormai generale consapevolezza. Pesano sia le nostre immarcescibili tradizioni amministrative sia tanti errori commessi, nel corso del tempo, dai governi (da tutti i governi).

 

Prendiamo l'ultimo esempio: il Redditometro. Non ha importanza che adesso si dica che verrà applicato in modo blando. La frittata è fatta. Basta infatti leggere di che si tratta per chiedersi: «Ma in che mani siamo? Come ci si potrà mai fidare di uno Stato simile?». Bisognerebbe domandare a coloro che hanno materialmente compilato il Redditometro: «Ma voi, in coscienza, vi fidereste di voi stessi?».

 

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Napoli non è cambiata, Saviano e De Magistris se le danno a colpi di lettere

Prosegue la singolar tenzone fra Luigi De Magistris e Roberto Saviano. L’autore di Gomorra, dopo aver sostenuto l’ex magistrato nella sua candidatura a Sindaco Napoli e a un anno e mezzo dall’investitura, si sente tradito nelle sue aspettative.