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14/12/17 ore

RASSEGNA WEB

Ergastolo ostativo, una pena senza fine

di Adriano Sofri

(da La Repubblica)

 

Vorrei cominciare da una domanda: voi sapete che cos’è un ergastolo ostativo? Non è un espediente retorico: io stesso, che mi picco di conoscere le faccende penitenziarie, ho appreso solo di recente che esiste, dal 1992, una cosa che si chiama ergastolo ostativo.

Franco Fiorito, l'uomo che tirava le monetine a Craxi

di Marco Palillo (thefrontpage.it)

 

Franco Fiorito vent’anni fa era un giovane corpulento missino che tirava le monetine sotto l’hotel Raphael a Bettino Craxi. Ci tiene a ricordarlo con un punta d’orgoglio, quasi questa fosse una preziosa attenuante da spendere con l’opinione pubblica ancora intrisa da un odio viscerale nei confronti del ” Cinghialone”. E sì perché una volta er Batman stava dalla parte giusta, combatteva  gli “sporchi malfattori”,  faceva parte dei ” puri”, voleva fare la rivoluzione.

Movimenti, il fronte del No

di Andrea Spinelli Barrile

Ad aprire la strada sono stati i NoTav, nati per esprimere il dissenso contro la realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. Ma col tempo, da un lato all'altro dello Stivale, si sono moltiplicati i movimenti del 'No'. Pronti a contrastare, di volta in volta, una nuova minaccia ambientale: trivellazioni petrolifere, inceneritori, gasdotti, antenne radar.

Laziogate, Bonino: "Il Pd salvò la spartizione"

Nel 2010 chiedevo l'anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati nelle aziende che fanno capo alla Regione. Molti compagni anche del Pd mi dicevano: vacci piano con la trasparenza. di Concita De Gregorio (da repubblica.it)

Stato sociale, c'era una volta...

Il nostro Stato sociale si è trasformato in una macchina che tassa le classi medio-alte e fornisce servizi non solo ai meno abbienti (com'è giusto che sia) ma anche alle stesse classi a reddito medio-alto. Questo giro di conto, con aliquote alte, scoraggia il lavoro e la produzione. Non solo, ma gli evasori ne traggono vantaggio; infatti beneficiano dei servizi pubblici gratuiti o quasi senza pagare le imposte…di Alberto Alesina e Francesco Giavazzi (da corriere.it)

Rivolte arabe. Medioriente sull'orlo del fondamentalismo

di Roberto Aliboni

 

Per la seconda volta ci sono state a Bengasi violente manifestazioni di protesta per blasfemie occidentali riguardanti il Profeta. Anni fa furono contro il consolato italiano per la maglietta satirica sul Profeta che l’allora ministro Calderoli provocatoriamente indossò e mostrò in pubblico.

Dal “New York Times” a “La Repubblica”, il mondo arabo allo specchio del Memri

di Thomas L. Friedman

 

Lunedì il responsabile della redazione del Times al Cairo ha riportato le parole di uno dei manifestanti egiziani fuori dall'ambasciata degli Stati Uniti: giustificando le violenti proteste della settimana scorsa, Khaled Ali ha dichiarato: "Noi non insultiamo nessun profeta, né Mosé, né Gesù. Perché dunque non possiamo esigere che Maometto sia rispettato?". Ali, un operaio tessile di 39 anni, reggeva un cartello riportante la scritta in inglese "Chiudi il becco, America".

La libertà non è un rischio

di Pierluigi Battista

 

Non suscitano nessuna simpatia gli oltraggiatori della fede altrui, i professionisti della blasfemia, il bullismo esistenziale di chi offende con protervia i sentimenti religiosi di chicchessia. Ed era proprio indispensabile incendiare ancora le piazze islamiche con le vignette del Charlie Hebdo, mentre le autorità francesi annunciano per venerdì la chiusura di scuole e ambasciate e cercano di prevenire il peggio nelle strade di Parigi?

Regione Lazio, come funziona la macchina degli sprechi

Gli sprechi all’interno del Consiglio Regionale del Lazio non sono solo negli abusi: le cene, le fatture false, i rimborsi di cui si racconta in queste ore. A incidere maggiormente sono le abnormi spese strutturali che da anni non vengono razionalizzate.

Fiat, Marchionne si difende e contrattacca

Stretto nell'angolo fra accuse e polemiche, dopo il comunicato stampa con cui si annunciava il cambio dei piani sul progetto Frabbrica Italia, l'ad di Fiat Sergio Marchionne sceglie 'Repubblica' per spiegare le sue ragioni, intervistato dal direttore Ezio Mauro.

Quei 35 milioni che risparmieremmo facendo lavorare i detenuti

di Luigi Ferrarella

 

Nessun Paese accetterebbe che negli ospedali morissero 7 ricoverati su 10 o che nelle scuole fossero bocciati 7 studenti su 10.