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23/09/17 ore

Le Brevi

“Nozze gay” sul Nilo, in carcere per un video

«Incitamento alla dissolutezza» e «pubblicazione di immagini indecenti», con questa accusa erano stati arrestati a settembre; poi in sede di processo sono stati condannati da un tribunale del Cairo a tre anni di carcere, ma solo per aver postato su facebook il video di un presunto “matrimonio gay”. Questa assurda sorte è toccata a otto ragazzi egiziani.

Iran, carcere per la ragazza della pallavolo

E' stata condannata a un anno di reclusione Ghoncheh Ghavami, la giovane britannica di origine iraniana sotto processo in Iran per aver cercato di assistere a una partita di pallavolo maschile a giugno. Lo ha reso noto il suo avvocato.

Commessi-robot, i lavori che non esisteranno più

In un recente convegno sugli obiettivi di Europa 2020 l'ex ministro del Lavoro nel governo Letta, Enrico Giovannini sottolineava il fatto che il 40% delle tipologie di lavoro di oggi fra 15 anni non esisteranno più. Chissà se fra questi includeva anche quello dei commessi di negozio, anch'esso minacciato – oltre che dal faidate dei supermercati - dalla robotizzazione spinta, come dimostrerebbe la notizia - riportata dall'Ansa - che per gli acquisti natalizi la catena Usa di grandi negozi di ferramenta Lowe's ha deciso di impiegare due robot al posto dei tradizionali lavoratori cosiddetti stagionali.

Divorziare festeggiando a Teheran

Non tutti i mali vengono per nuocere. Il vecchio adagio vale anche quando un legame affettivo si rompe e si arriva al divorzio. In alcune società l’evento, a suo modi tragico, può trasformarsi persino in festa, magari più piacevole del matrimonio stesso.

Reyhaneh Jabbari, la richiesta di perdono sospende la pena capitale

Alla fine Reyhaneh Jabbari ha chiesto perdono per aver ucciso l’uomo che tentava di stuprarla. Lo ha fatto secondo le modalità previste in questi casi in Iran, firmando una richiesta alla famiglia della vittima. Così la giovane donna ha ottenuto la sospensione dell’esecuzione prevista per oggi.

Turchia, a scuola con “stile”

È stato pubblicato in gazzetta ufficiale il nuovo codice d’abbigliamento scolastico voluto dal governo Erdogan nel solco già battuto di un ritorno alla “tradizione” islamica.

Marijuana “militare” per scopi terapeutici

Mettete l’erba nei vostri cannoni. La battuta viene facile alla notizia che la Marijuana per scopo terapeutici verrà prodotta in Italia dall’Esercito. Per ora si tratta ancora di un'indiscrezione giornalistica lanciata del quotidiano La Stampa, che dà conto del via libera di massima, da parte del ministri della Difesa e della Salute Roberta Pinotti e Beatrice Lorenzin, che attende l'ufficializzazione entro settembre.

Pena di morte, in Alabama sospese le esecuzioni per mancanza di farmaci

Le esecuzioni rimarranno sospese in Alabama almeno fino alla prossima primavera. Lo ha detto il senatore repubblicano Cam Ward, spiegando che non ci sono “i farmaci, e una nuova legge per reperirli non passerà prima di marzo o aprile dell’anno prossimo", mentre "le ditte farmaceutiche si rifiutano di fornirle, a meno che lo stato non fornisca loro un qualche tipo di protezione o immunità”.

L’Unità, fine della corsa

"I liquidatori di Nuova iniziativa editoriale spa in liquidazione, società editrice de l'Unità, a seguito dell'assemblea dei soci tenutasi in data odierna comunicano che il giornale sospenderà le pubblicazioni a far data dal 1 agosto 2014". Così termina per ora l'avventura dello storico giornale fondato da Antonio Gramsci dopo mesi di crisi.

India, l’orribile delitto di una bambina di 8 anni

Stuprata e impiccata ad un albero in un villaggio del West Bengala in India. È l’agghiacciante fine di una bambina di 8 anni, di cui danno conto i media indiani. Il fatto ha scatenato la reazione violenta della folla. Così, i tre uomini sospettati di esseri gli autori del folle gesto sono stati linciati dalla folla prima dell’arrivo della polizia. Uno di loro è morto in ospedale.

Srebrenica, il Tribunale dell'Aia condanna l'Olanda

L'Olanda è civilmente responsabile per la morte di centinaia di musulmani a Srebrenica. Lo ha stabilito il tribunale dell'Aia che ha dichiarato  la responsabilità dello Stato per la "perdita subita dai familiari dei deportati dai serbi di Bosnia dal Dutchbat a Potocari nel pomeriggio del 13 luglio 1995" perché i caschi blu olandesi avrebbero dovuto proteggerli.